MORNING PERSON: IL GIORNO E LA NOTTE, IL GRANDE DILEMMA.

“Morning person”, persona mattiniera, che non ha alcun problema a svegliarsi presto, è operativa da subito ed è piena di energia nella prima parte della giornata.

O per utilizzare la definizione di urban dictionary scritta da qualcuno della fazione opposta: “quell’irritante persona felice che non ha bisogno di caffè per svegliarsi. Solitamente queste persone sono una leggenda che si può trovare solo a Narnia, ma ogni tanto questo mito potrebbe davvero scappare nella realtà ed è compito delle (molto più interessanti) persone nottambule riportarle nell’armadio per Narnia”.

 

“Morning Person o Gufi? Il giorno o la notte? Qualcuno ci ha fatto credere che partire presto al mattino dovrebbe garantirci un trend di vita più healthy.”

 

A parte che è vero e che c’è una spiegazione scientifica per questo, eviterei di estremizzare come in quelle serie tv sugli studi legali americani in cui l’avvocato di punta deve essere in tribunale alle 8 e prima di arrivarci ha già consumato il sesso mattutino. La colazione. Letto il giornale. Andato a correre. Passato in palestra. Fatto la doccia e risposto alle mail arretrate.

Per quanto io mi ritrovi nella categoria delle morning person (o almeno credo), mi chiedo se esistano davvero persone di questo tipo. Se siano frutto di qualche sceneggiatore bizzarro o se semplicemente siano stressate dalla vita.

Secondo la spiegazione scientifica, ci dividiamo in questi due gruppi per una serie di motivazioni.
Motivazioni che determinano il nostro cronotipo che si riferisce al ciclo circadiano del sonno e che varia di circa due ore per chi si alza prima e chi va a dormire dopo. Se è sfalsato oltre questa tempistica ci sono veri e propri disturbi del sonno.

 

“Tutti abbiamo un amico o, esperienza ancora più intensa, il nostro partner che ci tiene svegli in conversazioni infinite after 2am”.

 

 

Può sembrare una questione di preferenze o di abitudini, c’è a chi preferisce una cosa rispetto all’altra, ma ci sono delle spiegazioni dovute a diversi fattori.

Primo fra tutti il DNA, il nostro patrimonio genetico, il quale influenzerebbe l’essere mattinieri o nottambuli. Questa relazione è stata riconosciuta grazie a diversi studi, tra i quali l’indagine condotta dalla start up americana 23andME su un campione di quasi 90 mila persone. La domanda posta era “Are you a morning person?”, e le risposte quasi sempre confuse. Analizzando invece i campioni di DNA ottenuti, sono emerse ben 15 varianti genetiche associate all’essere una morning o una night person.

Un altro fattore importante è l’età: invecchiando tendiamo a diventare tutti allodole e a ridurre il ciclo del sonno. Le persone mattiniere lo rimangono e anzi vanno ad acuire questa caratteristica, i nottambuli invece invertono la tendenza, ma non succede mai il contrario.

Un’altra spiegazione proviene dai fattori esterni che influenzano la nostra vita, come la luce artificiale.
Rispetto a 50 anni fa siamo esposti ad essa per un periodo molto più ampio di tempo attraverso gli schermi di televisione, computer, tablet e telefono che tendono a influenzare le nostre abitudini e ingannano l’ipotalamo che rimane confuso dall’esposizione continua  alla luce artificiale.
Un esempio tra tutti è lo schermo dello smartphone al quale rimaniamo incollati fino a poco prima di andare a dormire, mantiene il nostro cervello in uno stato di veglia, fatichiamo ad addormentarci o tendiamo a dormire male.

 

“Secondo gli scienziati, alzandosi prima, procrastiniamo meno, riduciamo il livello di stress e di conseguenza ci sentiamo più soddisfatti”. 

 

 

 

Sono state scritte enormi quantità di articoli per “diventare una morning person”, svegliarsi prima la mattina e diventare più efficienti proprio perché è ben visto nella società odierna ma è così da sempre.
L’uomo è un animale diurno e i ritmi lavorativi in passato sono stati scanditi con le ore di luce. Oggi se abbiamo un lavoro che ce lo consente possiamo decidere liberamente quando e come lavorare.

Di sicuro essere delle morning person è una caratteristica comune di moltissimi personaggi di successo.
Barack Obama si allena ogni mattina alle 6.45, Anna Wintour a quell’ora ha già praticato 60 minuti di tennis.
Ernest Hemingway si alzava sempre alle 5.30, la Regina Elisabetta inizia la giornata con il tè Twinings delle 7.30.

Non si tratta di dormire più o meno, ma di mantenere un ritmo abbastanza stabile.
Ritmo che ogni giorno viene attaccato dalla luce artificiale la quale confonde l’ipotalamo e tende a spostare il ciclo sonno-veglia. Confondendo anche noi e costringendoci a trovare risposte notturne su Netflix senza considerare l’orario.

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