Dimmi che tempo fa e ti dirò cosa ascoltare: meteo e musica

Il tempo atmosferico influenza le canzoni, ispirandole da sempre.
Vengono inseriti elementi atmosferici nei titoli o come fil rouge all’interno del brano. Allo stesso tempo il meteo influisce sulla tipologia di canzone che ascoltiamo, i tormentoni invernali non vanno di pari passo con quelli estivi.

Se cito ad esempio “Despacito”, la prima cosa che vi viene in mente è un camino, una coperta e la neve che cade fuori? E se, tralasciando le canzoni di Natale, dicessi “Home” di Micheal Bublè, il collegamento immediato è ad un cocktail in spiaggia al tramonto?
Non credo.

Il tempo atmosferico ispira e ha ispirato molti dei più grandi artisti a scrivere i successi della loro carriera.
Lo conferma uno studio britannico realizzato all’Università di Southampton da Sally Brown e pubblicato sulla rivista Weather.
Nei risultati è emerso che oltre 750 canzoni della musica pop sarebbero ispirate proprio ai fenomeni meteorologici.
Il binomio meteo-musica è consolidatissimo: nella ricerca, con tanto di testi delle canzoni, emerge che i più citati sarebbero il sole e la pioggia.

Si è evidenziato che più di 900 tra cantautori e musicisti hanno scritto o cantato brani sul tempo atmosferico.
I più popolari sono Bob Dylan, John Lennon e Paul McCartney.
30 artisti presi in considerazione invece si sono ispirati al meteo per creare il nome della propria band, come KC and the Sunshine Band.

 

Che cosa ne pensa Spotify?

Non poteva non interessarsi all’argomento Spotify, colosso dello streaming musicale, il quale insieme all’azienda americana Accuweather, leader mondiale nelle previsioni meteorologiche, ha condotto una ricerca proprio su musica e meteo.
Partendo dalla domanda “le persone compiono scelte di ascolto musicale diverse in base al tempo atmosferico?”, con la possibilità di non trovare alcuna connessione ma invece è emerso un collegamento molto stretto tra questi due fattori.

I dati sono stati raccolti in un anno con 5 tipologie meteo (sole, nuvoloso, pioggia, vento e neve) prendendo in considerazione circa 100 stazioni meteorologiche da tutto il mondo e oltre 85 miliardi di stream su Spotify negli stessi giorni e luoghi.

 

Nelle principali città, i giorni di sole vengono tradotti in musica allegra, energica, con particolare impatto in Europa.
Al contrario in quelli piovosi si preferisce ascoltare musica più calma e tradizionalmente triste, con tracce in acustico.

 

 

Dai dati è emerso che a Dallas, in America, si ascolta la stessa tipologia di brani senza distinguere tra i giorni in cui il cielo è coperto e quelli in cui piove; a Leeds, in Inghilterra, le persone ascoltano canzoni più felici nei giorni nuvolosi; Sidney è la più influenzata dalla pioggia che incide sugli ascolti più tristi di tutti.

Dalla ricerca è nato Climatune, un servizio che permette agli utenti di ascoltare playlist in base al tempo atmosferico, purtroppo non ancora attivo in Italia.

 

È quindi assodato che le nostre esigenze musicali siano influenzate dal clima e dal cielo.
Il ritmo della vita viene cadenzato in modo diverso e a sua volta anche le canzoni che ascoltiamo mutano.

 

 

Liste e playlist personalizzate

Il tema è affascinante e ha coinvolto in modo spontaneo molti utenti delle piattaforme video e streaming più note, i quali hanno realizzato playlist a tema dove spiccano titoli in cui il meteo viene citato esplicitamente come Blowin in the wind, Here comes the sun, O’ sole mio.

Ranker, l’azienda digitale che include sondaggi di intrattenimento e ha uno dei più grandi database mondiali con circa 49 milioni di visitatori unici mensili, ha invece pensato di creare una lista delle migliori canzoni ispirate dal tempo fuori dalla finestra, dove la pioggia si conquista i primi 4 posti con Have you ever seen the rain, November rain, Riders on the storm e Kentucky rain.

Infine, per i più pigri, c’è un’app che combina la musica con il tempo atmosferico, si chiama WeatherTunes e si avvale di un servizio meteo per captare le condizioni del tempo in base a dove si trova l’utente e sceglie una playlist adeguata.

Non aspettatevi Sigur Ros e Radiohead se fuori il sole è alto in cielo.

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