Equity crowdfunding e pandemia: impatto e sviluppi

Con il termine equity crowdfunding si intende quella forma di finanziamento collettivo operato attraverso portali in cui, a fronte di un investimento che può anche essere di modesta entità, la società riconosce all’investitore una partecipazione al capitale sociale.

Equity crowdfunding e pandemia: impatto e sviluppi

Con il termine equity crowdfunding si intende quella forma di finanziamento collettivo operato attraverso portali in cui, a fronte di un investimento che può anche essere di modesta entità, la società riconosce all’investitore una partecipazione al capitale sociale.

Una tendenza in concreta espansione

Una tendenza in concreta espansione

In tema di finanziamento alle imprese, l’emergenza epidemiologia da Covid-19 ha spinto sia i minibond – i titoli di debito, emessi da società di capitali o cooperative, aventi operatività propria e negoziati sulle piattaforme di crowdfunding – che l’equity crowdfunding.

Quest’ultimo, in particolare, ha fatto registrare un incremento a tre cifre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente anche se le campagne sui portali si stanno riducendo ed alcuni auspicano ad un accorpamento dei gestori dei portali stessi oltre che alla creazione di un mercato secondario unico per lo scambio delle azioni/quote. Strada, quest’ultima, in parte già percorsa dalla recente normativa di riferimento che ha aperto la possibilità ai gestori dei portali di creare le c.d. “bacheche elettroniche”, quindi quei raccoglitori di annunci di vendita e acquisto delle azioni o quote offerte sui medesimi portali.

Come funziona l'equity crowdfunding

Come funziona l'equity crowdfunding

Per prima cosa chiariamo che il termine equity crowdfunding si intende quella forma di crowdfunding, ossia di finanziamento collettivo operato attraverso portali (così come definiti all’art. 2, lettera d) del Regolamento, “piattaforme on-line che hanno come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitali da parte degli offerenti”) in cui, a fronte di un investimento che può anche essere di modesta entità, la società (detta offerente) riconosce all’investitore una partecipazione al capitale sociale della stessa. Il ritorno, per questa “folla” – dall’inglese crowd – di investitori, è rappresentato, in determinate condizioni, dai dividendi attesi e dal possibile capital gain derivante dalla c.d. exit, cioè dalla vendita della partecipazione posseduta che può avvenire sia attraverso una classica cessione di azioni/quote davanti al notaio (ed in alcuni casi al commercialista) o anche successivamente alla quotazione su mercati regolamentati da parte della società ed alla conseguente negoziazione del titolo.

Case Study

Digital brand identity e strategy per Guber Banca

Case Study

Digital brand identity e strategy per Guber Banca

La prospettiva degli investitori

La prospettiva degli investitori

Gli investitori si dividono, sostanzialmente, in due categorie:

  • professionali, quali i clienti professionali privati di diritto e i clienti professionali privati su richiesta, individuati nell’Allegato 3, rispettivamente ai punti I e II, del Regolamento CONSOB in materia di intermediari, nonché i clienti professionali pubblici di diritto e i clienti professionali pubblici su richiesta individuati rispettivamente dagli articoli 2 e 3 del decreto ministeriale del 11/11/2011, n. 236 emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e
  • non professionali, quali tutti gli investitori diversi dagli investitori professionali come individuati al precedente punto, interessati a sottoscrivere gli strumenti finanziari, quali le azioni e le quote rappresentative del capitale sociale degli offerenti e, nel caso dei minibond, le obbligazioni o titoli di debito emessi da società per azioni e da società a responsabilità limitata.

CONSOB ha stilato un investor education e preme molto affinché, come sopra scritto, i gestori dei portali diano tutte le informazioni necessarie per consentire all’investitore di fare un percorso di investimento consapevole. L’investimento, infatti, è connotato da un forte rischio di illiquidità. La liquidità di uno strumento finanziario dipende dalla sua attinenza ad essere scambiato sul mercato e smobilizzato, quindi trasformato in denaro circolante; ma, come detto, è vietata la negoziazione degli strumenti finanziari sottoscritti mediante i portali di equity crowdfunding per la mancanza di un vero e proprio mercato c.d. “secondario”.

Nel “regolamento europeo relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese”, invece, gli investitori vengono divisi sempre in due categorie – sofisticati e non sofisticati – prevedendo, addirittura, un test d’ingresso di verifica delle conoscenze e simulazione della capacità di sostenere perdite stante, appunto, il rischio di illiquidità.

Sviluppo e futuro degli eCommerce alimentari

Nel panorama dell’eCommerce B2c, il 2020 ha portato ad una crescita rilevante degli acquisti, trainata in primo luogo dal comparto Food&Grocery. Infatti, l’anno dell’emergenza sanitaria è stato anche l’anno in cui il digitale è diventato preponderante nella nostra quotidianità

Equity crowdfunding e pandemia: impatto e sviluppi

Con il termine equity crowdfunding si intende quel finanziamento collettivo operato attraverso portali in cui, a fronte di un investimento, la società riconosce all’investitore una partecipazione al capitale sociale.

eCommerce e Covid: da opportunità a necessità

Negli ultimi mesi la pandemia ha rivoluzionato in maniera significativa il nostro stile di vita insieme alle nostre abitudini di consumo. L'eCommerce è divenuto per le aziende una necessità.