La reportistica mensile come strumento di pianificazione strategica

L’ultima fase di una qualsiasi campagna o azione di marketing consiste nell’analisi dei risultati ottenuti. Questa, oltre a fornire una fotografia in termini qualitativi e quantitativi di quello che è stato fatto, permette di capire se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti.

 

Il filo conduttore di qualsiasi report deve quindi essere l’obiettivo che è stato prefissato con il cliente all’inizio della campagna, ed è quello che decreta il successo o il fallimento di una campagna.

 

Lo scopo principale di qualsiasi documento di reportistica è quello di rendere subito chiaro alla persona che lo legge come sia stata condotta la campagna e quali sono i principali risultati ottenuti. In questo senso il report non deve limitarsi alla stesura di una serie di dati e metriche che risultano di facile comprensione soltanto a chi le “mastica” ogni giorno. È, tuttavia, necessario includere soltanto le informazioni essenziali, utilizzando, quando possibile, grafici e immagini e tabelle in modo che esso risulti leggibile dal reparto marketing al ceo dell’azienda.

 

La struttura del report può variare sulla base di diversi fattori: tipologia di cliente, tipologia di campagna, canali utilizzati, durata etc. Vi sono però alcuni punti universali che ogni documento di reportistica dovrebbe rispettare. è necessario strutturare in modo gerarchico le informazioni dando priorità a quelle relative agli obiettivi di campagna: dopo un breve recap delle attività e degli obiettivi della campagna, è necessario che la persona che legge il report abbia ben chiaro come stia andando la campagna entro le prime 4/5 slide.

È possibile, dunque, andare nel dettaglio della campagna, analizzando i risultati dei singoli canali utilizzati fornendo un’interpretazione di tutti i principali kpi (indicatori chiave di prestazione) su quanto e come hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi.

 

Il report è uno strumento indispensabile sia per una funzione di controllo e gestione, sia come strumento strategico. Avere una fotografia nitida delle azioni di marketing svolte permette banalmente di comprendere quello che si è fatto bene e quello che è stato fatto male, individuare punti di forza e criticità della strategia, e intraprendere di conseguenza azioni correttive. Essendo quello digitale una realtà fluida e in continua evoluzione, il report di cadenza mensile risulta uno strumento fondamentale per adattarsi ai cambiamenti nel più breve tempo possibile.

 

Esistono diversi tool che permettono di automatizzare e semplificare la stesura del report mensile. Nella mia esperienza in Digitag Consulting ho avuto occasione di approfondire la conoscenza di Google Datastudio. Quest’ultimo è uno strumento piuttosto intuitivo e di grande utilità per la gestione della reportistica mensile di decine di clienti. Google Datastudio, infatti, permette di personalizzare schede punteggi, tabelle e grafici, grazie all’utilizzo di connettori diretti alle principali fonti di dati: Google Analytics, Facebook Business manager, Instagram Advertising, LinkedIn Campaign Manager etc. Il tool permette, infine, di scaricare un estratto in formato pdf o condividere direttamente con il cliente il link del report consultabile dalla piattaforma stessa.

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